“Metà del denaro che spendo in pubblicità è sprecato, e il guaio è che non so quale metà sia.”

John Wanamaker

Digital Advertising: Attività di acquisto visibilità su canali esterni rispetto al proprio sito.   Questa visibilità può essere differente sia per i canali su cui è mostrata (motori di ricerca, social network, blog, giornali online ecc.) sia per le forme (banner grafici, testo, video ecc.). In generale le pubblicità online hanno differenti modelli di campagna, che si adattano sia agli obiettivi aziendali che al budget a disposizione. Ecco i principali:

  • CPC (Costo Per Click): l’advertiser (inserzionista) paga per ogni click effettuato sul banner o link che ridirige verso il proprio sito. In questo caso, una volta concluso il budget inserito per la campagna questa risulta essere conclusa e va automaticamente offline, salvo rimpinguamento del budget. È una forma di pubblicità a performance, in quanto lega una spesa ad azioni effettive che utenti compiono per andare sul sito del cliente. Un esempio di questo modello sono gli annunci a pagamento presenti su Google.
  • CPM (Costo per Mille Impressioni): L’inserzionista paga per avere visibilità su un sito terzo che mette a disposizioni spazi. Il budget in questo caso è concluso nel momento in cui vengono effettuate tutte le esposizioni della pubblicità acquistate (la transazione avviene a fine campagna e non ogni mille impressions). Il “Per Mille” della formula indica l’unità di misura sulla quale viene calcolato il prezzo. Questo modello è particolarmente efficace su siti che vantano un elevato numero di visitatori (come quello dei quotidiani online) ed è particolarmente indicato per obiettivi di brand awareness.
  • CPA (Costo per Azione): è il modello senza dubbio preferito dagli inserzionisti in quanto si paga solo ad obiettivo raggiunto; se questo è una vendita assumerà nome di CPO (Costo per Ordine); o CPS (Cost Per Sale), mentre se è un lead sarà CPL (Costo per Lead).

Importante sottolineare come in base alla differenza del canale, vengono differenziati anche le modalità di segmentazione dell’audience: mentre su Google ad esempio le pubblicità vengono legate a delle parole chiave che il potenziale cliente dovrà ricercare per visualizzare l’annuncio, sui social network il tutto si basa su interessi e caratteristiche della persona (Like alla pagina del museo, interesse verso arte contemporanea ecc). Anche qui, le campagne del primo tipo saranno preferibili con obiettivi di performance, quelle del secondo tipo con obiettivi di awareness.

Consiglio: SEO E ADVERTISING NON SONO ALTERNATIVI, bensì andrebbero utilizzate in maniera integrata. Il lavoro della SEO è più a medio-lungo termine e più duraturo, mentre quello dell’advertising ha un effetto immediato ed istantaneo sulle visite al sito.

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